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Fondazione Cantonuovo è un ente del terzo settore senza scopo di lucro.
Tra le sue attività principali forma e supporta le persone, favorendone il cambiamento affinché, in modo autentico e autonomo, vivano secondo tutto ciò che Gesù Cristo ha insegnato.
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Tuesday Nov 26, 2019
Marco 13 - Parte 3 - Vegliate!
Tuesday Nov 26, 2019
Tuesday Nov 26, 2019
Marco 13, 23-37; Maurizio Tiezzi, Fondazione Cantonuovo, Siena, 14.2.2018, www.cantonuovo.org
Yeshua ci ha lasciato un chiaro messaggio sui segni a cui prestare attenzione riguardo al suo ritorno e alla fine dei tempi, invitandoci a vegliare. Se siamo in viaggio, a che serve stare attenti alla segnaletica? Sicuramente ci serve a sapere a che punto del viaggio siamo rispetto alla sua destinazione finale, il cui avvicinarsi motiva e rinfranca la speranza del sospirato riposo; ma ci aiuta anche a non prendere strade sbagliate o commettere infrazioni che potrebbero costarci care o perfino fermarci. Yeshua avverte infatti che il nemico cercherà di ingannare i credenti con ogni mezzo. Ma ci rassicura sul fatto che se prestiamo attenzione ai segni di cui ci ha parlato, siamo perfettamente in grado di evitare le buche dell’illusione, della menzogna, della paura, del compromesso e dell’amarezza per il tradimento. Per questo Yeshua insiste nel dirci “Vegliate!” fino al mio ritorno. Incoraggiamoci dunque col pensiero che è Dio stesso che ha ideato il viaggio, che lo ha già vissuto nell’eternità e che ora nella storia lo percorre insieme a noi, avendo promesso di non lasciarci mai, fino alla fine del mondo. Incoraggiamoci nell’avere fiducia in Dio! Pensiamo a Noè, Abramo e Mosè che hanno fatto viaggi storici preparandosi diligentemente, affrontando l’ignoto e difficoltà insormontabili con la speranza nel cuore, senza deviare né a destra, né a sinistra. Come hanno fatto? Ritennero fedele YHWH che aveva fatto la promessa e ne seguirono le istruzioni. Cari amici, chi ama Dio ascolta e mette in pratica la sua parola. Quanto più possiamo farlo noi, oggi che Yeshua ha riaperto l’accesso al Padre e lo Spirito Santo dimora in noi per guidarci. Vegliamo dunque sia per non mancare sia gli appuntamenti della vita quotidiana sia per essere trovati fedeli al ritorno del gran Re. Con lui celebreremo il mistero nascosto da secoli!

Tuesday Nov 26, 2019
Marco 13 - Parte 2 - La grande tribulazione
Tuesday Nov 26, 2019
Tuesday Nov 26, 2019
Marco 13, 11-22; Maurizio Tiezzi, Fondazione Cantonuovo, Siena, 7.2.2018, www.cantonuovo.org
Sul monte degli Ulivi Yeshua disse che sarebbe tornato, collegò il suo ritorno con la fine dei tempi e avvertì di cosa sarebbe avvenuto nel frattempo, elencando una serie di dettagliati eventi e situazioni che sarebbero stati come segnali stradali lungo un percorso. Disse anche che nessuno avrebbe mai saputo il “quando”, ma dette ai suoi amici tutte le indicazioni necessarie e sufficienti per vigilare consapevolmente nella speranza. Yeshua fece questo discorso ai suoi discepoli. Non alle folle, né ai religiosi, né ai politici, né ai potenti. Solo ai suoi fidatissimi perché quegli avvertimenti servissero loro come lampada per rischiarare i tempi bui che sarebbero arrivati e vigilare nella perseveranza. Fino alla fine. Queste profezie non avrebbero infatti mai potuto avvertire il mondo della sua fine inevitabile. Il mondo non ci avrebbe mai creduto. Un sistema non può mettere fiducia nella sua fine, poiché non sarebbe un sistema, ma un incidente storico destinato a dissolversi. Pertanto, continuiamo ad esortarci vicendevolmente con le parole del nostro Signore. Non sprechiamo fiato sperando di convertire il mondo preannunciando eventi futuri nefasti. Le profezie sulla fine servono a noi, affinché durante il tragitto non ci perdiamo e anzi continuiamo a diffondere il messaggio del Regno!!!
Questo è sicuro:
- i fedeli del Messia saranno perseguitati. Perfino nelle famiglie si tradiranno a vicenda, pur di salvarsi. Saranno sviati e traviati. Per paura rinnegheranno la propria fede. E mentre la perversione dilagherà nel mondo e la maggior parte dei credenti perderà l’amore, al contempo il messaggio del regno di Dio sarà annunciato ovunque dai fedeli e fidati messaggeri di Yeshua.
- Poi ci sarà un apice degli eventi, che precipiteranno. Accadrà in Giudea. L’idolatria per la distruzione prenderà il sopravvento e la tribolazione diventerà “grande”. Come non mai prima di allora. Ci saranno falsi messia e falsi profeti che potranno ancora ingannare molti tra i fedeli del Messia. Ci sarà un attacco militare senza precedenti. Ma grazie a Dio e alle preghiere dei fedeli che avranno perseverato, quei giorni saranno abbreviati.
- Allora tornerà Yeshua, come Re glorioso, per raccogliere la vittoria promessa e condividerla con i suoi, nella gloria della prima risurrezione e del suo governo su questa terra, in vista dei nuovi cieli e di una nuova terra nella quale avrà stabile dimora la giustizia.
Che storia meravigliosa! Sulla croce il Signore, come l’agnello di Dio, compì il sacrificio espiatorio in nostro favore. Risorse come il primo uomo di una nuova creazione. Dette lo Spirito Santo ai suoi perché avessero la vita nuova, quella eterna, divina, restaurata nell’essere umano. Ascese al cielo e ricevette la gloria di cui temporaneamente si era spogliato. Mandò lo Spirito Santo sulla terra perché i “nati di nuovo” avessero la potenza soprannaturale di dare testimonianza di lui e attivare il regno dei cieli sulla terra. Intanto continua ad intercedere per di noi davanti al Padre come nostro sommo sacerdote. Questo è il tempo in cui stiamo vivendo. E’ l’ora dello Spirito Santo. Il Messia Yeshua deve fare ancora molte cose e tutto sarà adempiuto. Preghiamo perché con la forza e la guida dello Spirito Santo possiamo perseverare fino alla fine, scampare il traviamento e la perdita dell’amore per partecipare come testimoni fedeli a pieno titolo alla vittoria del Leone di Giuda, il glorioso Re Yeshua!

Tuesday Nov 26, 2019
Marco 13 - Parte 1 - Quando verrà la fine?
Tuesday Nov 26, 2019
Tuesday Nov 26, 2019
Marco 13, 1-10; Maurizio Tiezzi, Fondazione Cantonuovo, Siena, 31.1.2018, www.cantonuovo.org
Yeshua raccomandò ai suoi di stare attenti ai segni che avrebbero annunciato il suo ritorno e la fine dell’età presente. Li invitò a stare in guardia e frattanto a vigilare per non essere colti di sorpresa e trovati addormentati. Nessuno avrebbe mai saputo quando sarebbe ritornato, ma disse che la fine sarebbe venuta quando il messaggio del regno e la testimonianza dello stesso fossero stati portati a tutte le genti. Il Messia profetizzò che il mondo avrebbe sofferto come per le doglie di un parto; e le doglie, sappiamo, aumentano di frequenza ed intensità con l’avvicinarsi del momento della nascita. Questi dolori sono sicuramente già in corso: negli ultimi 2000 anni, ma specialmente dall’inizio del 1900 come non mai prima di allora, nel mondo si sono intensificate guerre, rumori di guerre, terremoti, carestie e pestilenze. Falsi messia e falsi profeti hanno ingannato e sedotto molti; in sempre più parti la persecuzione dei cristiani si sta allargando a macchia d’olio, mentre in altre i credenti si fanno guerra a vicenda; l’amore dei più si è già raffreddato visibilmente; l’ateismo e l’occulto dilagano, il disinteresse per Dio è palpabile e la malvagità e la perversione sono aumentate; così come, al contempo, pur tuttavia, la buona notizia del regno ha iniziato a diffondersi. Siamo alla fine? E’ davvero alle porte il ritorno di Yeshua? Nessuno sa quando tutto questo avverrà, anche se dalle caratteristiche delle doglie in atto tutti possiamo vedere che il parto si sta sicuramente avvicinando. Quel che è certo è che oggi è più vicino di almeno 2000 anni rispetto a quando Yeshua lo profetizzò! Cari amici, invece di farci guerra e tradirci gli uni gli altri, mettiamo in pratica il comandamento dell’amore, smettiamola di giocare a “religione” e iniziamo a parlare del regno di Dio, dandone testimonianza nella potenza dello Spirito Santo! Concentriamoci sulla missione che il Messia ci ha affidato e invitiamo tutti ad entrare nel suo regno benedetto. Il tempo è breve e prezioso, non tanto e non solo in relazione al ritorno di Yeshua, ma anche perché non sappiamo quanto durerà la nostra vita su questa terra.

Tuesday Nov 26, 2019
Marco 12 - Parte 3 - Figlio di Davide
Tuesday Nov 26, 2019
Tuesday Nov 26, 2019
Marco 12, 35-44; Maurizio Tiezzi, Fondazione Cantonuovo, Siena, 24.1.2018, www.cantonuovo.org
I religiosi del tempo di Yeshua erano persone socialmente influenti. Il Messia era considerato un corpo estraneo che minacciava la stabilità del sistema che permetteva loro di mantenere potere e denaro. Come inquisitori, a turno si facevano avanti in gruppi distinti per fazioni, ma al contempo uniti nello scopo di toglierlo di mezzo perché scomodo e ingestibile.
La modalità del culto, le alleanza politiche, la dottrina religiosa e l’interpretazione delle Scritture erano i campi dei loro attacchi. Ma Yeshua, rintuzzato ogni assalto, ebbe l’ultima parola e li riportò a ciò che contava: l’identità del Messia, la sua persona, il suo incarico. Come se ancora dicesse loro che scrutano le scritture per avere la vita, ma non vogliono venire a lui per averla.
Colui che essi avevano sfidato non era soltanto l’uomo che poco prima la folla aveva accolto come il re promesso e discendente di Davide. Costui era anche il Signore di Davide; era ‘Adonai’ che si era fatto uomo per ristabilire il suo regno sulla terra, venuto come re e sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec.
Yeshua si rivolse quindi ai suoi discepoli per insegnare loro che conta anche l’affidamento totale ad ‘Adonai’, come mostrava la vedova che aveva offerto tutto quello che aveva.
Anche oggi la religione cerca di togliere di mezzo chi ha la Vita e può diventare scomodo per il sistema perché completamente affidato a Dio: con la loro arguzia, la loro ipocrisia e anche la loro conoscenza biblica fanno a pezzi a colpi di dottrina, setacciano con le scritture, misurano con la politica e scomunicano dai loro templi.
Ancora oggi, la storia si ripete. La religione mette sotto processo ‘Adonai’ e chi gli appartiene. Noi andiamo al Messia per avere la Vita e ci affidiamo a Dio: la scena di questo mondo passa, ma la Sua Parola resta in eterno!

Tuesday Nov 26, 2019
Marco 12 - Parte 2 - La prova continua
Tuesday Nov 26, 2019
Tuesday Nov 26, 2019
Marco 12, 18-34; Maurizio Tiezzi, Fondazione Cantonuovo, Siena, 17.1.2018, www.cantonuovo.org
Il giorno in cui a Gerusalemme si sceglieva l’agnello sacrificale per il giorno di Pesach, Yeshua entrò in città, nel tempio, accolto dalle folle come salvatore e re. Inconsapevolmente, il popolo aveva scelto il proprio agnello! Il giorno dopo tornò nel tempio e cacciò i mercanti, provocando l’ira dei capi dei sacerdoti e degli scribi, che cercavano il modo di farlo morire.
Il giorno successivo insegnò ai suoi discepoli sulla potenza della preghiera fiduciosa e la necessità del perdono come condizione per mettersi a pregare. Il giorno successivo ancora tornò a Gerusalemme, nel tempio. Fu allora che vari gruppi di potenti religiosi e politici cominciarono ad attaccarlo per metterlo alla prova con la loro superbia religiosa e le loro domande insidiose e malevole, al fine di coglierlo in fallo. Costoro non sapevano cosa stavano facendo, ma in questo modo stavano adempiendo la Torah, che vuole che l’agnello pasquale venga esaminato per 4 giorni prima di essere sacrificato, per vedere se fosse senza difetto. Prima giunsero capi dei sacerdoti, scribi e anziani e gli posero una domanda a salvaguardia del sistema religioso, chiedendogli con quale autorità (al di fuori della loro) rivoluzionasse le regole del tempio. Poi giunsero farisei ed erodiani e gli posero una domanda di natura politica, chiedendogli se fosse lecito pagare il tributo a Cesare. Quindi giunsero i Sadducei e gli posero una domanda sulla dottrina, chiedendogli ragione della risurrezione, in cui essi non credevano. Infine, arrivò uno scriba, che gli pose una domanda diretta a verificare come interpretasse la Scrittura, chiedendogli quale fosse il primo dei comandamenti. Yeshua superò abbondantemente tutti gli esami e si dimostrò puro, senza macchia e senza difetto. L’agnello perfetto per il sacrificio perfetto portò lo scriba ad affermare che non è l’osservanza di riti religiosi che conta, ma l’amore verso Dio e il prossimo. Yeshua chiuse il dialogo con quest’ultimo suo interlocutore dicendogli che era vicino al Regno di Dio. Ma solo vicino, non ancora ‘dentro’. Infatti, la capacità di amare senza riserve Dio e chi ci è prossimo può scaturire soltanto dall’aver ricevuto per fede la grazia della salvezza dai nostri peccati: a chi molto è perdonato, molto ama. Sarebbe stato infatti solo l’imminente sacrificio di Yeshua che avrebbe aperto la porta del regno al nostro scriba, offrendo a lui ed a tutti il perdono dei peccati e la giustificazione!

Tuesday Nov 26, 2019
Marco 12 - Parte 1 - Messo alla prova
Tuesday Nov 26, 2019
Tuesday Nov 26, 2019
Marco 12, 1-17; Maurizio Tiezzi, Fondazione Cantonuovo, Siena, 10.1.2018, www.cantonuovo.org
Yeshua fu continuamente messo alla prova, tenuto sotto pressione per coglierlo in fallo. A tendergli incessanti tranelli erano, a turno, delegazioni di capi dei sacerdoti con scribi e anziani, di farisei con erodiani, di sadducei.
Essi lo affrontavano con inganno e manipolazione. A volte con prepotenza, altre con lusinghe. Spesso tramavano di ucciderlo.
Non era il popolo a fare questo, ma i suoi capi ammantati di falsa religiosità che signoreggiavano sulle persone (Mt. 20,25). Essi agivano per invidia (Mt. 27,18) al fine di avere la proprietà della “vigna” e mantenere i privilegi che sulla stessa si erano arrogati con l’ipocrisia religiosa.
Ancora oggi il regno di Dio soffre violenza e i violenti lo derubano ancora (Mt. 11,12). Ma Dio si aspetta ancora frutti (Is. 5,7) da chiunque diventi cittadino del suo regno (Mt. 21,43).
Ancora oggi il sistema, anche quello religioso, giustifica compromessi e santifica il furto, nel nome di una giustizia personale che insinua malizia nel cuore degli uomini. Ma Dio si aspetta ancora che, mentre si pagano tasse e tributi alle autorità civili, si tema e si onori Dio (Rm. 13,7).
Noi speriamo in Yeshua, che continua a dare il suo regno a persone che ne facciano i frutti, mentre annienta i disegni di chiunque cerchi di opporvisi (Mt. 21, 44)! Dio regna ed è sovrano!

Tuesday Nov 26, 2019
Marco 11 - Parte 1 - La fiducia che viene da Dio
Tuesday Nov 26, 2019
Tuesday Nov 26, 2019
Marco 11, 1-33; Maurizio Tiezzi, Fondazione Cantonuovo, Siena, 20.12.2017, www.cantonuovo.org
Sei giorni prima della sua morte, Yeshua giunge a Betania. Era il 10 del mese di Nisan. In quel giorno un agnello senza difetto proveniente dall’allevamento di Betlemme veniva introdotto trionfalmente in città in quanto scelto per essere sacrificato in favore della nazione nel giorno di Pesach, alle 3 del pomeriggio. E proprio in quel giorno, Yeshua, l’agnello scelto e provveduto da Dio per l’espiazione dei peccati di tutto il genere umano, entrò trionfalmente in città, accolto dalla folla che gridava esaltandolo come il Messia che viene a salvare il suo popolo con l’autorità, la potenza e per volontà di YHWH a instaurare il regno benedetto del padre David. E’ il grido “messianico” esultante del Salmo 118! La prima volta Yeshua è venuto come servo sofferente per espiare, ma tornerà come re glorioso per prendere possesso del suo regno. In questo episodio sembra quasi che le due figure messianiche si sovrappongano, celebrate da un’intuizione inconsapevole della folla. Anche noi oggi facciamo sempre memoria del suo sacrificio e della sua risurrezione, nell’attesa fiduciosa del suo ritorno glorioso!
Il giorno successivo si indignò per il commercio fraudolento che si svolgeva nel tempio. La religiosità del popolo ed il potere corrotto dei pochi gestori del culto servivano il dio denaro per far soldi dove si doveva solo pregare YHWH. Un mix che anche ai nostri giorni ancora funziona perfettamente.
Il giorno dopo ancora, il Messia disse che quando preghiamo il nostro cuore non può al contempo essere preda del dubbio. Parlava dei dubbi del cuore, non della mente e invitava ad esercitare quella fiducia che viene da Dio, che però non si attiva se manca il totale affidamento, come quando ad esempio sappiamo di non essere perdonati. Yeshua esortava a chiedere a Dio con la fiducia di aver già ricevuto, che è garanzia del suo futuro intervento. Cosa che anche ai nostri giorni ancora funziona perfettamente. Conta la fiducia e l’affidamento nella pura motivazione di un cuore stabile e perdonato; con l’intenzione di portare frutto con amore per il Regno dei cieli.

Tuesday Nov 26, 2019
Marco 10 - Parte 3 - Che vuoi che io ti faccia?
Tuesday Nov 26, 2019
Tuesday Nov 26, 2019
Marco 10, 35-52; Maurizio Tiezzi, Fondazione Cantonuovo, Siena, 13.12.2017,www.cantonuovo.org
Yeshua non rimprovera i suoi che chiedono di occupare posti di autorità nel suo regno. Non è male desiderare di essere grandi, ma il processo per diventarlo non è quello che il mondo riconosce. Il potere in sé non è un male, piuttosto conta la motivazione, lo scopo e la modalità con cui può essere esercitato.
Nel mondo il potere è utilizzato per signoreggiare sugli altri, svalutandoli per sottometterli all’autorità di pochi. Nel regno di Yeshua, invece il potere è utilizzato per servire gli altri gratuitamente, nell’amore incondizionato perché possano regnare nella vita.
Yeshua non rimprovera neppure il cieco che grida forte per essere guarito. Bartimeo lo chiama Figlio di Davide, riconoscendo che egli è quel Messia promesso, destinato a regnare nella gloria. Si affida a lui e alla sua sovranità sulla creazione e Yeshua dimostra di essere quel Signore che ha il potere di entrare nei bisogni degli uomini e di portarvi soluzione.
Anche oggi fai quello che è in tuo potere, fallo tutto e fallo quando serve, affinché il valore di chi Dio ti pone davanti non vada disperso, ma sia salvato.
Anche oggi, se sei nell’angoscia, affidati a Yeshua il Nazareno, il Figlio di Davide, il Re glorioso che tornerà sulla per instaurare definitivamente il suo regno e che ha il potere di liberarti dalle tue tribolazioni.

Tuesday Nov 26, 2019
Marco 10 - Parte 2 - Chi può essere salvato?
Tuesday Nov 26, 2019
Tuesday Nov 26, 2019
Marco 10, 17-34; Maurizio Tiezzi, Fondazione Cantonuovo, Siena, 22.11.2017, www.cantonuovo.org
Chi entra nel regno di Dio eredita la vita eterna ed è salvato dalla schiavitù dell’impossibilità di ottenere tutto questo con le proprie forze.
Nel rispondere ad un giovane ricco che, sulle ali di un entusiasmo religioso e perbenista aveva pensato di essere qualificato per la vita eterna, il Messia condusse il giovane in un viaggio interiore perché trovasse in se stesso la risposta.
Essere eticamente -e moralmente- “a posto” nei rapporti con gli altri non garantisce la vita eterna, dato che può anche essere il frutto di una propria giustizia personale. Piuttosto, Yeshua chiese al giovane ricco di distaccare il cuore da denaro e beni, ma costui non se la sentì e se ne andò rattristato. La propria coscienza lo aveva avvertito di aver mancato l’appuntamento divino con la vita eterna a causa dell’idolatria.
Molti ritengono che recitare preghiere o rispettare gli altri possa procurare la salvezza. Ma Yeshua dice che l’abbiamo se mettiamo lui, che è Dio, al primo posto e lo seguiamo, a costo di ogni cosa o persona.
E’ una scelta radicale per una vita nuova, diversa, speciale, santa. E’ una questione di priorità e di sottomissione, di affidamento e fiducia, di rinuncia ad essere dio a noi stessi.
Ancora oggi Yeshua risponde alla domanda “Chi può essere salvato?” chiedendo a sua volta “Chi è il tuo Dio? Dov’è il tuo cuore? Chi o che cosa stai seguendo con la tua vita?”. Dalla risposta dipende il nostro destino.
Che possiamo seguire Yeshua nel sentiero della giustizia respirando il timore di YHWH!

Tuesday Nov 26, 2019
Marco 10 - Parte 1 - In principio non era così
Tuesday Nov 26, 2019
Tuesday Nov 26, 2019
Marco 10, 1-16; Maurizio Tiezzi, Fondazione Cantonuovo, Siena, 15.11.2017, www.cantonuovo.org
I Farisei interrogarono Gesù sul divorzio, per metterlo alla prova. Costoro, piuttosto che per trovarvi la vita, usavano la Torah in modo artefatto e infingardo per cogliere in fallo le persone o piegare le circostanze a proprio piacimento.
Ancora oggi, come allora, la religiosità porta molti a innestare la pura legge di Dio con tradizioni umane che Dio non ha mai detto di tramandare; ovvero, a maneggiare la Scrittura come se fosse una spada per zittire il cuore dei semplici, piuttosto che per parlare di giustizia alla coscienza.
Gesù colse, comunque, l’occasione più per affermare la santità del matrimonio, che non per legittimare il divorzio.
Disse che al principio della creazione l’uomo e la donna erano uniti da Dio in matrimonio indissolubile e che il divorzio non era neppure contemplato come remota possibilità. Senza il peccato, gli esseri umani non potevano separare ciò che Dio aveva unito.
Successivamente, a causa dell’indurimento del cuore degli uomini per il peccato, la santità del matrimonio fu corrotta dall'immoralità sessuale; e allora Dio permise il divorzio. Fu un’estrema ratio. Non per giustificare la divisione, ma per preservare la santità del sacro vincolo sponsale, dichiarandolo incompatibile per natura con la corruzione dell’adulterio e dell’immoralità sessuale in genere.
La nostalgia dell’Eden ci porta oggi a desiderare ardentemente di vivere il matrimonio come un’unione divina ed indissolubile tra un uomo e una donna, onorandone la santità e la purezza che gli sono proprie con l’amore, la fiducia e la fedeltà. Perché al principio era così!
